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Giovanissime palestinesi e israeliane corrono per Hope alla Milano Marathon 

Milano, aprile 2015 – Giovanissime studentesse palestinesi e israeliane, fra i 15 e i 17 anni correranno domani la Milano City Marathon come Ambasciatrici di Hope, portatrici di un messaggio di concreta speranza di pace e di convivenza che parte dall’impegno militante dei più giovani.

Sono arabe ed ebree, provengono da Gerusalemme, Israele, Territori Occupati e si uniranno domani a più di 100 “Runners for Hope” correndo con l’ulivo in mano, quale segno del loro impegno di portare in giro per il mondo, attraverso la corsa e la partecipazione alle maratone internazionali, la tangibile testimonianza di un desiderio di condivisione e coesistenza possibile che vede nello sport e nell’impegno umanitario gli elementi catalizzatori.

Sono state invitate da Hope Onlus, organizzazione non profit milanese specializzata in progetti umanitari nei settori della salute e dell'educazione a tutela di bambini e giovani in difficoltà in Medio Oriente. In pochi anni Hope ha realizzato progetti a favore di ospedali, orfanotrofi, scuole e asili in difficoltà in Palestina, Israele, Giordania, Libano: dal Reparto di Neonatologia dell’Ospedale Italiano di Nazareth, all’Asilo di Jenin, alla nuova Casa d’Accoglienza di Sephoris, all’Asilo della Pace del Western Galilee Hospital di Narariya e altri progetti solidi e visibili, esempi di convivenza possibile e pacifica fra cristiani, ebrei e musulmani. Hope Onlus è fra le pochissime organizzazioni umanitarie che operano sia nei Territori Occupati che in Israele, in aiuto di giovani e bambini bisognosi, sostenendo l’opera di chi sta costruendo, giorno dopo giorno, nella multireligiosità e multiculturalità, esperienze concrete di pace e convivenza possibili.

Hope Onlus lancerà domani alla Milano Marathon il “Programma Runners for Hope”, che coinvolgerà anche giovani studenti milanesi, neofiti ambasciatori dell’impegno umanitario di Hope nelle maratone del mondo.

Le giovanissime studentesse, primissime Runners for Hope, sono arabe ed ebree, appartenenti al mosaico di religioni che contraddistingue l’antica Terrasanta, e
hanno iniziato ad allenarsi alla corsa lo scorso mese di luglio, in seguito all’ultimo sanguinoso conflitto a Gaza. L’idea è venuta a Soshana Ben David, ebrea di 17 anni, che ha conosciuto Hope a Nazareth e dichiara: ”L’atmosfera a Gerusalemme era terribile la scorsa estate; un senso generale di impotenza e di logiche che nessuno, né arabo o ebreo, desidera. La morte di tutti quei bambini e quei giovani a Gaza, la diffidenza crescente fra le persone era percepibile al supermercato con uno sguardo. Non potevo rimanere in silenzio: amo da sempre la corsa e ho pensato di unire studentesse arabe ed ebree nello sport. Farle correre insieme per conoscersi. Ho contattato un allenatore, un facilitatore arabo e uno ebraico. Non è stato facile: dai miei genitori ai miei insegnanti tutti mi dicevano che non era quello il momento, era troppo pericoloso esporsi con un’iniziativa di unione fra arabi e ebrei. Ma non mi sono arresa. Era il momento giusto. Oggi siamo 13 ragazze e 13 ragazzi e sono orgogliosa che Hope ci ha dato questa meravigliosa opportunità di condividere la nostra esperienza in 3 scuole milanesi con più di 2000 studenti. Presto, speriamo, anche a Milano ci saranno i Runners for Hope e, insieme, correremo le maratone del mondo dimostrando che la differenza è una ricchezza ed è una possibilità vera per coesistere, ed è bello!”.

Elena Fazzini, fondatrice di Hope Onlus, con entusiasmo ed emozione racconta: “Running for Hope è un programma che, inaspettatamente, sta affascinando i giovanissimi studenti milanesi di 3 scuole superiori (l’Istituto De Amicis, il Sacro Cuore, la scuola americana St. Louis), catalizzati dall’esperienza unica e speciale delle giovani coetanee israeliane e palestinesi, che unisce sport a impegno umanitario. Una bellissima dimostrazione che ci sono adolescenti intraprendenti che possono dare un esempio di costruzione silenziosa di quotidiana convivenza. Ed esserne molto orgogliosi”.

 

 



PREMI

Riconoscere l'eccellenza di un approccio metodologico innovativo