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L’Italian Hospital of Damascus opera nella capitale siriana dal lontano 1913, gestito da missionarie salesiane italiane in collaborazione con 70 medici locali.

Situato nel quartiere di Mazraa, detto il quartiere dei Telieni, gli Italiani, è un centro chirurgico di riferimento aperto a tutte le confessioni senza alcune distinzione. Rifugiati palestinesi, iracheni e siriani hanno qui trovato soccorso e cure di emergenza nelle situazioni più disperate di fuga dai bombardamenti, dagli assedi e dagli attacchi missilistici.

I salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice continuano ininterrottamente a prodigarsi per i più bisognosi: i feriti, i malati, le persone rimaste sole a causa della guerra. Ed anche per i tanti bambini e giovani, che di fronte alla violenza e alla morte quotidiana, hanno bisogno di risposte alle loro domande.

Da più di quattro anni le missionarie salesiane soccorrono gratuitamente i feriti dei bombardamenti e delle autobombe che colpiscono la capitale siriana.

A capo dell’ospedale vi è Suor Anna Maria Scarzello, arrivata in Siria nel 2011 dopo quarantun anni di vita missionaria nelle scuole messicane e nella regione del Chiapas. Una donna straordinaria che ha dedicato tutta la vita accanto agli ultimi e che dichiara: “Ci sono stati giorni in cui sono arrivati insieme trenta feriti, li abbiamo sistemati anche nei corridoi dandoci da fare tutti come potevamo e con quello che avevamo, medici, infermieri e suore”.

L’ospedale, un antico edificio di inizio secolo con 55 posti letto e 70 medici operativi, è stato fondato dall’egittologo Ernesto Schiapparelli. Occupato nella Seconda Guerra Mondiale dai britannici, mai abbandonato dalle salesiane, l’ospedale non è solo un luogo di cure mediche, ma un punto di riferimento per la salvezza della vita di tante famiglie.

Suor Anna Maria ogni giorno fronteggia con dedizione e pragmatismo una guerra sanguinosa senza fine, aiutando tutti quelli che può. Per questo ha vinto il Premio internazionale “la Donna dell’anno” 2014.

È donna di speranza e di solidarietà, capace di infondere fiducia e coraggio e di salvare tante vite in pericolo. E affinché la sua concreta e operativa speranza possa continuare, Hope ha deciso di aiutarla, entrando in azione al fianco delle missionarie: lavora in Italia per raccogliere i fondi necessari all’acquisto e spedizione di medicinali che salveranno le vite delle vittime dei bombardamenti.

Nel mese di febbraio, grazie all’instancabile impegno missionario di un’ottantenne suora salesiana di passaggio a Milano diretta all’ospedale siriano, sono partite dalla Stazione Centrale di Milano valigie piene di farmaci salvavita.

Serve un intervento immediato per medicinali, cure mediche, beni di prima necessità e di pronto soccorso. Aiutaci anche tu a mantenere aperte le porte dell’Italian Hospital of Damascus!

PREMI

Riconoscere l'eccellenza di un approccio metodologico innovativo